lunedì 25 febbraio 2013

EXIT POLL


Oggi è la giornata degli exit-poll, secondo la televisione. Su tutti i canali, infatti, usano questa terminologia. Perché? Cos’è un exit-poll? qual'è la sua peculiarità, che rende necessaria la parola? #cometradurresti “exit-poll” ? 

Su Wikipedia si legge che
un exit poll (la traduzione letterale della locuzione è "sondaggio all'uscita") è un sondaggio effettuato all'uscita dei seggi elettorali  tra i votanti ad un'elezione. 

un'atra etimologia è proposta invece da Nonciclopedia, che afferma: 
Gli exit poll, dall'inglese polli in uscita (dai seggi), sono uno dei modi più inutili e divertenti con cui spendere i soldi dello Stato.
La Treccani, invece, traduce con «votazione all’uscita», che però non mi pare che renda l'idea della locuzione così come è usata in italia. Inoltre, come sempre la Treccani, si guarda bene dal riportare un corrispondente italiano.


Una volta finalmente compreso cos'è un exit-poll, proviamo a tradurlo. È chiaro che “tradurrenon significa trasportare di peso le parole da una lingua all’altra; cioè non si può dire exit poll = poll... ehm, "sondaggio-uscita" (all'uscita). Partire invece da un diverso punto di vista ci libera lo sguardo, e troviamo “proiezioni (elettorali)”. Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che "proiezioni" vada più che bene. In fondo, sulle stesse televisioni dove si dice exit poll si legge sui cartelloni (che loro chiamano "videate") la parola proiezioni.

Allora la domanda è: che bisogno c’è di dire exit poll?

Secondo il “Si Dice O Non Si Dice” di Hoepli pubblicato sul sito del Corriere della sera, l’espressione è “intraducibile”[sic] perché, essendo l'exit-poll 

invenzione anglosassone, […] come tante parole legate a tecniche nuove (vedi per esempio la voce internet; navigando nel web),  è giusto che anche questa mantenga la sua identità originale, e che viva insieme con il fenomeno che rappresenta.”

Cioè; non è “intraducibile” perché sia impossibile in italiano rendere esattamente quell’idea – cosa che sarebbe inesatta in partenza: il rapporto tra parola e concetto è arbitrario e in perenne cambiamento – ma perché non ci dobbiamo permettere di toccare una parola inglese. A nessuna parola inglese, e nemmeno a questa. ecco qual'è il problema di "proiezioni"; non rispetta l'origine identitaria della parola. Questo è quanto io capisco da questo articolo; e penso che l'autore confonda ingenuamente significante e significato. Mi spiego in due parole:

la parola "proiezioni" annulla l'origine identitaria della parola "exit poll", ma non del fenomeno, dell'abitudine di fare delle proiezioni/exit poll, questo è il punto. Proiezione non disturba, non ha niente a che fare con il fatto che l'usanza sia nata nei paesi anglosassoni; è come voler nominare in arabo i numeri. Peraltro, che importa che l'usanza sia nata lì? Se ormai è usanza anche da noi, avremo diritto di "usarla" in italiano? proprio come i numeri.

Insomma: se siamo in Italia, quanto sarà anglosassone questo exit-poll? Non è che per non toccare all’identità originale della parola, perdiamo un po’ della nostra?

Ant.Mar.