venerdì 8 marzo 2013

QUESTION TIME???

Sul sito patriaeuropea.it troviamo la seguente petizione, che vi invito a firmare collegandovi qui.


Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera

I sottoscritti cittadini italiani, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione italiana, in base al quale “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità” formulano la presente petizione.

L'Assemblea parlamentare, a norma dell'art. 135-bis del Regolamento della Camera dei Deputati e dell'art. 151-bis del Regolamento del Senato, dedica periodicamente un'apposita fase dei propri lavori all'illustrazione di una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall'organo esecutivo. Tale procedura può essere calendarizzata periodicamente nei lavori parlamentari, o decisa dalla conferenza dei capigruppo per particolari argomenti e prende il nome inglese di "Question time". 

L'utilizzo di tale terminologia non italiana rappresenta un'evidente stortura, in palese contraddizione con il ruolo delle Camere che devono rappresentare il popolo italiano, la sua lingua, la sua cultura.
L'uso della lingua italiana da parte delle Istituzioni nazionali merita particolare attenzione per almeno tre ordini di ragioni.
La prima ragione è quella di un riequilibrio con il riconoscimento delle minoranze linguistiche di cui all'art. 6 della Costituzione, anche se a livello di legislazione ordinaria è intervenuta la Legge 15 dicembre 1999, n. 482.
La seconda ragione è suggerita dal fenomeno delle immigrazioni che da tempo interessa anche l'Italia. L'ufficialità dell'italiano, connessa all'aspetto della sua promozione e tutela in quanto fondamento culturale nazionale, consentirebbe di attuare politiche di integrazione, aiutando lo straniero a sentirsi pienamente parte della comunità nazionale.
La terza ragione è data dalla necessità di difendere con maggiore convinzione i diritti della lingua italiana nell'ambito dell'Unione Europea, sulla base di quanto stabilito dai Trattati e dai Regolamenti comunitari, visto l'andamento eufemisticamente poco corretto delle prassi delle istituzioni comunitarie, improntate in maniera esclusiva al trilinguismo anglo-franco-tedesco, come dimostra la recente questione del brevetto europeo che lascia fuori Italia e Spagna in virtù di una cooperazione rafforzata miope e asservita alle lingue cosiddette "forti".
Auspicando che le Camere si esprimano su tali questioni ed introducano nella Carta Fondamentale una disposizione che reciti "La Repubblica riconosce la lingua italiana come propria lingua ufficiale e fondamento culturale della Nazione", Esse dovrebbero quantomeno utilizzare delle buone pratiche, evitando l'utilizzo di termini non autoctoni promuovendo per quanto possibile l'utilizzo di terminologia italiana.

Sulla base delle considerazioni che precedono i Sottoscritti

chiedono

che il Sig. Presidente della Camera dei deputati e il Sig. Presidente del Senato attuino tutte le procedure necessarie al fine di eliminare la dicitura inglese "Question time" e di sostituirla con analoga italiana quale, ad esempio, "Ora delle domande" come nel Consiglio Nazionale svizzero.

(fonte: www.patriaeuropea.it)